
Cos’è davvero l’assertività: sicura di saperlo?
Se pensi che assertività significhi solo dire le cose nel modo giusto, o "fare la gentile" anche quando vorresti mandare tutti a quel paese, stai per cambiare idea. In questo articolo scopriamo il vero significato di assertività e su cosa devi investire se vuoi diventare più assertiva sul lavoro.
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Cosa succede quando manca l'assertività
Hai presente quando vorresti intervenire in riunione ma poi ci rinunci? Oppure quando qualcuno ti contraddice o ti fa un commento che ti fa arrabbiare e tu alzi i toni, anche se non avresti voluto?
Ti senti frustrata, arrabbiata, magari scoraggiata. E per di più, dopo ci rimugini, ti senti in colpa e ti dici: "La prossima volta devo fare meglio".
E intanto però, agli occhi di chi ti circonda, perdi (o non guadagni) credibilità e autorevolezza, perché i tuoi capi, colleghi e collaboratori ti vedono come quella che resta passiva o che si infiamma un po' troppo facilmente.
Magari, consapevole di tutto questo, stai cercando di diventare più assertiva da un po’. Perciò ti impegni a prepararti le frasi e a fare grandi respirazioni nei momenti in cui ti sale il nervoso. Ma non funziona: alla fine riesci sempre a sbottare come non vorresti o a rassegnarti e restare passiva.
Se vuoi diventare più assertiva, la primissima cosa da fare è fare chiarezza su che cosa significa realmente assertività.
Perché, se non conosci il vero significato, rischi di concentrarti su cose solo apparentemente importanti invece di investire su ciò che ti serve davvero per essere assertiva sul lavoro.
Perché le parole "giuste" non bastano
Il primo passo per coltivare una vera assertività è proprio abbandonare l'idea che assertività significhi solo "dire bene le cose".
Pensa all'ultima volta che ti sei preparata bene per una riunione. Magari avevi chiaro quello che volevi dire, avevi tutti i dati a disposizione, eppure quando è stato il momento, il coordinatore non ti dava mai la parola. Oppure sei intervenuta, ma ti hanno subito interrotta o sviato il discorso.
Insomma, sono successe cose per cui ti sei innervosita, ti è salita la frustrazione, magari ti sei anche arrabbiata.
Risultato: quando finalmente sei riuscita a dire quello che volevi dire e hai usato le parole che ti eri preparata, il tono era scocciato, il ritmo troppo veloce, e la tua postura e il linguaggio del corpo comunicavano rigidità.
Le parole erano giuste, ma il messaggio non è arrivato come avresti voluto, e alla fine non ti sei sentita soddisfatta del tuo intervento.
Assertività significa essere pacata e lucida, non solo sembrarlo
Il problema, spesso, è proprio credere che assertività significhi solo pensare a cosa dire e usare parole gentili.
Peccato che ci siano molte altre variabili legate a come ti senti - e non solo a quello che vuoi dire razionalmente - che vanno fuori controllo in un attimo: il tono, la postura, lo sguardo.
Quindi, la prima cosa da portarti a casa su che cos’è veramente l’assertività è questa:
Assertività significa esprimere le tue opinioni, i tuoi bisogni e le tue richieste in modo pacato e chiaro — e anche sentirti pacata e lucida mentre lo fai.
E per riuscirci devi allenare la parte più interna, meno visibile dell'assertività, cioè il modo in cui ti senti mentre sei in quelle situazioni.
Le 3 competenze alla base dell'assertività
Ora potresti dire: "Sì, ma io sono un soggetto focoso, ho un carattere deciso e quindi il mio modo di esprimermi è così, e la gente mi percepisce come aggressiva anche quando non lo sono".
Oppure: "No, ma io sono tranquilla, sensibile, non mi piacciono i toni alti e non ho intenzione di prevaricare gli altri".
Ok… Ma tutto questo non c’entra con quello di cui stiamo parlando, perché l'assertività non è un tratto del carattere innato.
Essere appassionata o pacata per natura è un'inclinazione, ma niente ti impedisce di decidere di agire e comunicare in modo assertivo intenzionalmente.
Per essere veramente assertiva, quindi, non hai bisogno di doti innate, ma di sviluppare e allenare tre competenze ben precise:
- La capacità di riconoscere le tue emozioni sul nascere. Cioè accorgerti subito quando arriva un’emozione scomoda, e distinguere di quale emozione si tratta - poiché rabbia, delusione o frustrazione sono emozioni diverse, e provocano effetti diversi.
- La capacità di gestire le tue emozioni. Assertività non significa non provare emozioni, ma avere gli strumenti per agire con lucidità nonostante le emozioni che provi.
- La capacità di mantenere lo sguardo sui tuoi obiettivi, anche sotto pressione. Cioè riuscire a ricordare sempre cosa vuoi ottenere davvero dal tuo intervento o da quella conversazione.
La quarta competenza chiave: l'empatia
In situazioni difficili, quando sei travolta dalle emozioni, per essere assertiva ti serve un’altra competenza: l’empatia.
L’empatia è la capacità di metterti nei panni degli altri, di vedere le cose dal loro punto di vista.
Non vuol dire abbracciarlo, essere d’accordo su tutto o "fare" la brava persona. È l’abilità di toglierti dalla tua posizione e guardare le cose da una prospettiva diversa.
Questa competenza ti permette di uscire dalla bolla emotiva in cui ti trovi nel momento in cui sei arrabbiata o frustrata, e di scegliere con vera consapevolezza cosa dire e come comportarti.
Un esempio di assertività ed empatia al lavoro
I pensieri automatici che non ti servono
Mettiamo che sia già tardi e la tua responsabile ti chieda un lavoro per stasera. In automatico "partono" dei pensieri:
- "Questa donna non rispetta il mio lavoro, né il mio tempo"
- "È disorganizzata e la sua disorganizzazione poi la pago io"
Questi pensieri ti fanno arrabbiare, e nel momento in cui l'emozione della rabbia prende il sopravvento ti ritrovi incastrata in sole tre opzioni:
- dire di no in maniera brusca
- dire di sì rassegnandoti, ma con malessere
- rispondere in modo passivo-aggressivo, e finire comunque per fare il lavoro
Tutte queste risposte non sono utili perché non ti aiutano a raggiungere il tuo vero obiettivo: uscire a un orario decente e soddisfatta della giornata. Sono figlie di un'emozione - la rabbia - che a sua volta è figlia di quei pensieri partiti in automatico: "non mi rispetta", "non rispetta il mio tempo", "è disorganizzata".
Come uscire dal corto circuito emotivo grazie all'empatia
Per affrontare la situazione con vera assertività hai bisogno di disinnescare quell'emozione che non ti sta facendo ragionare con lucidità.
E per farlo ti serve sostituire ciò che hai pensato in automatico ("non mi rispetta" o "è solo disorganizzata") con un'altra interpretazione che sia
- più fondata su ciò che sta veramente accadendo
- più funzionale rispetto al tuo obiettivo
Come puoi riuscirci? Il modo più semplice è fare domande.
Chiedere all'altra persona più informazioni sui motivi e sul contesto della sua richiesta. Per esempio:
- "Puoi dirmi perché ti serve entro stasera?"
- "A che ora esattamente hai bisogno di dell'output finito?"
- "Qual è la parte più importante di questa consegna?"
Queste domande ti permettono di
- Disinnescare i pensieri (e le emozioni) che non ti sono utili — Se scopri, per esempio, che la richiesta arriva d’urgenza dall’AD e la tua responsabile non poteva fare altro, quei pensieri molesti (e le emozioni che li accompagnano) svaniscono.
- Trovare una soluzione "win-win", che risponda al vero bisogno dell'altra persona e anche rispetti i tuoi confini e necessità — Se emerge che la scadenza è domattina alle 10.30 puoi proporre di occupartene domani arrivando un po’ prima, invece di rimanere fino a tardi e rinunciare all’impegno personale che avevi.
Anche se sembra banale, nel momento in cui sei travolta da un'emozione spesso non ti viene neanche in mente di fare queste semplici domande o di considerare altre ipotesi.
Se invece accendi il bottone dell’empatia, ti viene naturale essere curiosa del punto di vista dell'altro e aperta a scoprire - e accogliere - cosa lo muove davvero. E questo ti permette di dare una risposta lucida, consapevole e in linea con i tuoi obiettivi.
Ecco perché una definizione piena di assertività non può prescindere dal considerare l'empatia:
Assertività significa esprimere emozioni, bisogni e richieste in modo pacato e chiaro, rispettando e accogliendo le esigenze, i bisogni e i punti di vista dell’altro.
Come allenare la tua assertività oggi
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