
Confessione: nella mia carriera ho dato molti meno feedback di quelli che avrei dovuto. E non era solo una questione di tempo: la mia difficoltà a dare feedback era un problema di mentalità.
Mi era stato insegnato che i feedback si danno “alla fine”: alla fine dell’anno, alla fine di un progetto, alla fine di... qualcosa. In tutti gli altri giorni dell’anno non c’erano motivi per dare dei feedback? Certo che c'erano, ogni giorno: per ogni lavoro consegnato, intervento in riunione o email inviata, avrei potuto dare ai miei collaboratori un feedback per migliorare qualcosa - o fare di più quello che già facevano bene.
Oggi so che quel silenzio, anche se non nasceva da cattive intenzioni, aveva un impatto. E che trattenere i feedback, nel tempo, diventa un ostacolo alla crescita per chi lavora con noi, e ci rende poco efficaci e poco sostenibili come leader.
In questo articolo voglio raccontarti cosa mi ha tenuta bloccata, cosa ho capito dopo, e quali azioni possono aiutarti a sbloccarti se anche tu ti trattieni troppo spesso dal dare feedback ai tuoi collaboratori.
E alla fine troverai anche un workbook gratuito per cominciare a dare feedback con più consapevolezza (e meno stress) e diventare una leader più assertiva ed empatica.
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(se non lo vedi qui sotto, aprilo su YouTube)
Da dove nasce la difficoltà di dare feedback?
Il motivo per cui evitiamo di dare feedback non è quasi mai la mancanza di tempo. Spesso, è una questione di preconcetti. Io, per esempio, ne avevo almeno due:
- credevo che i feedback positivi fossero un di più. Se una persona è già brava a fare qualcosa, che bisogno c’è di sottolinearlo? Ma la verità era un'altra: nessuna competenza cresce se non la nutri. I talenti vanno riconosciuti, altrimenti chi li ha non se ne accorge nemmeno (o, peggio, smette di coltivarli)
- temevo che i feedback negativi ferissero chi li riceveva, provocando reazioni che non mi sentivo in grado di gestire. E così, li rimandavo. Ma più li rimandavo, più la situazione si complicava. E quando finalmente parlavo… era tardi: gli episodi a cui mi riferivo erano lontani, era difficile basarmi su esempi oggettivi e spesso la persona si sentiva attaccata o si chiudeva.
Il problema, quindi, non era nel dare feedback in sé, ma nel confondere l'assertività con l'aggressività.
Ogni feedback è un regalo (anche se non sembra)
Hai mai sentito la frase “Ogni feedback è un regalo”? Suona come un biglietto dei Baci Perugina, lo so, ma è vero.
Un feedback, quando è formulato in maniera costruttiva, permette all’altra persona di vedersi da una prospettiva nuova. Le offre uno spunto, un’indicazione, a volte anche una conferma di qualcosa che stava solo intuendo.
E questo non vale solo per i feedback “negativi”. Anzi: quelli positivi sono spesso i più trascurati, e anche i più potenti.
Perché quando nomini un talento, una qualità o un progresso, stai dicendo a chi ti ascolta: “Ti vedo, e so che puoi evolvere ancora”.
Cosa succede quando eviti i feedback?
Chi lavora con te non sa cosa pensi davvero. Non capisce cosa stia facendo bene o dove potrebbe migliorare.
I piccoli errori diventano abitudini. I punti di forza restano silenziosi, quindi si spengono.
E tu, come guida, rischi di perdere credibilità - non perché non sei competente, ma perché resti ambigua.
Nel tempo, tutto questo può erodere la fiducia dei tuoi collaboratori (in te, ma anche in se stessi) e appannare la tua leadership.
Tre passi per superare la difficoltà nel dare feedback
Se ti capita spesso di trattenerti, ecco tre azioni semplici che puoi sperimentare per cambiare prospettiva e fare del feedback il tuo super potere.
1. Riconosci i tuoi preconcetti
Il primo passo è osservare cosa ti racconti a proposito dei feedback, senza giudicarti. Per esempio:
“Lo sa già di essere bravo a fare questo”
“Se gli faccio notare quell'errore si offenderà”
“Le parlerò quando non saremo più sotto scadenze, adesso è troppo stressata”
Da questa consapevolezza puoi iniziare a cambiare prospettiva sui feedback:
- obblighi scomodi, formalità → strumenti preziosi per far crescere le persone intorno a te
- critiche che distruggono, complimenti fini a se stessi → punti di vista che l'altro può accogliere (o no)
- minacce al quieto vivere → opportunità per relazioni più autentiche
2. Impara a dare feedback (davvero) costruttivi
In genere non è il contenuto del feedback a creare tensione, ma il modo in cui lo comunichi: le parole che scegli, gli esempi che fai (o, più spesso, non fai), l'intenzione che esprimi.
Se impari a formulare i tuoi feedback in modo costruttivo - chiaro, rispettoso e orientato al miglioramento - puoi aiutare davvero chi lo riceve, senza rischiare di creare tensione o compromettere la relazione. Anche quando c’è da dire qualcosa di scomodo.
3. Chiedi più feedback
Sembra contro intuitivo, ma abituarti a chiedere feedback e trovarti spesso nella posizione di chi riceve è un allenamento potentissimo.
Ti aiuta a riconoscere quali elementi, nei feedback che ricevi, ti risultano costruttivi e utili per migliorarti - e quali invece ti suonano come attacchi personali od osservazioni senza un fine preciso.
E ti aiuta a fare tua una consapevolezza essenziale per dare feedback - e riceverli - nel modo giusto:
Ogni feedback è solo l'opinione soggettiva di chi lo esprime
Un feedback non è una sentenza senza appello. Non è una verità assoluta.
Ma un punto di vista che puoi accogliere, valutare e usare (oppure no) per evolvere nella direzione che desideri.
Vuoi dare feedback con più sicurezza?
Dare feedback nel modo giusto non è un talento innato. È una competenza che si può sviluppare, proprio come la capacità di ascoltare, motivare o delegare.
E fa una differenza enorme nel tuo impatto, nel modo in cui vieni percepita, e nella crescita delle persone che lavorano con te.
Per superare la tua difficoltà nel dare feedback, allenati a formulare feedback più consapevoli e costruttivi con il workbook gratuito Feedback senza stress.
Ti aiuterà a dare feedback con più naturalezza, anche nei momenti delicati, senza temere di dire la cosa sbagliata (o nel modo sbagliato).
E se quel feedback che devi dare ti preoccupa, prepariamolo insieme con Prisma. Ti aiuto a:
- fare chiarezza su cosa dire, come dirlo e cosa non dire per ottenere un risultato positivo e concreto
- stanare le trappole in cui rischi di cadere grazie alla simulazione realistica che faremo insieme
Per non trattenere più i feedback importanti, ed evolvere in una leader più presente e autentica.






