Parità di genere nel lavoro: cosa puoi fare tu?


Perché parlare (ancora) di parità di genere nel lavoro

Pochi anni fa, durante un colloquio di lavoro, mi hanno chiesto se ero fidanzata. Poi se avevo intenzione di fare figli. Poi come pensavo di gestire il mio lavoro non smart, visto che il mio compagno viveva in un’altra città.

Io ho sentito una sensazione di disagio strisciante. Ma ho continuato a sorridere, ho risposto, e non ho fatto trasparire nulla.

Solo dopo mi sono resa conto di quanto quelle domande fossero discriminatorie - anche se "buttate lì" come un'innocente conversazione sul più e il meno. E non secondo me: secondo la legge. Quando l'ho realizzato mi sono sentita frustrata, arrabbiata come me stessa, delusa per la mia incapacità di rispondere a tono.

So che non sono stata la sola a vivere una situazione simile. Ancora oggi, molte donne vivono situazioni di disparità in azienda. Non solo nei colloqui, ma anche nel lavoro quotidiano: richieste implicite, battute inappropriate, valutazioni sbilanciate.

A volte sono plateali, spesso sono sottili, insidiose, ripetute.
A volte ne sei fin troppo consapevole, a volte non te ne accorgi neanche da tanto che "è normale così".

Per questo, parlare (ancora) di parità di genere sul lavoro non è una questione filosofica, ma una necessità concreta.

In questo articolo parliamo di come riconoscere i segnali di disparità - anche i meno eclatanti - e come assicurarti di essere trattata in modo equo in tutte le situazioni in ufficio. Per vivere la tua quotidianità con consapevolezza, e avere gli strumenti giusti per conquistare le opportunità che meriti anche quando inclusione e parità di genere non sono priorità nel tuo luogo di lavoro.


Le reazioni più comuni alle disparità - e perché non sono utili

Davanti a uno squilibrio così radicato e "normalizzato" - al punto che, a volte, tu stessa fatichi a vederlo - puoi sentirti impotente.

Ti sembra di non avere margine di manovra, di non poter fare nulla: ti vedi vittima di un contesto su cui non hai potere di influenza.

Solo che quando ti senti impotente smetti di agire:

Oppure potrebbe succedere l'opposto: ti accorgi di quanto un comportamento o una decisione siano discriminatori, e provi rabbia, frustrazione, risentimento.
E magari agisci sull'onda di queste emozioni, finendo per sentirti dire che sei "troppo appassionata", "permalosa" o "troppo emotiva".

È proprio questo il circolo vizioso in cui potresti ritrovarti: il contesto non ti aiuta, quindi ti fai piccola (o agisci sull'onda della rabbia), e così facendo offri una sponda a quegli stessi stereotipi che limitano la tua crescita in azienda.


Cosa puoi fare tu per la parità di genere

Ok, da sola non puoi cambiare, dall’oggi al domani, la cultura della tua azienda. Ma puoi fare molto per iniziare a creare uno spazio diverso, prima di tutto per te stessa e per le donne che lavorano con te.

Riconosci i segnali invisibili

Quando la parità di genere nel lavoro manca, non sempre si nota subito. Anzi, spesso le disparità si mimetizzano in frasi apparentemente innocue o gesti ripetuti che ti fanno sentire fuori posto. E ti scoraggiano dal far sentire la tua voce con più forza.

Per esempio:

  • Quando in riunione vieni interrotta sistematicamente, e nessuno lo nota
  • Quando ti dicono che sei “troppo buona” perché ti preoccupi per un collaboratore in difficoltà
  • Quando tu sei "aggressiva", mentre i colleghi sono "carismatici"
  • Quando “te la prendi troppo” perché difendi le tue opinioni con fermezza

Dirti che esageri, che "non è niente" o che non è il caso di "fare storie" per così poco, non è la soluzione. Se vuoi fare qualcosa per disinnescare il problema, il primo passo è riconoscerlo tu stessa - e legittimare le tue emozioni e reazioni.

COSA PUOI FARE TU
→ Allenati a notare quando certe frasi ti infastidiscono o ti mettono a disagio: sono segnali preziosi da indagare più a fondo
→ Se una domanda ti sembra 'sbagliata', prova a chiederti: “Questa cosa la chiederebbero anche a un uomo?”
→ Parla con persone di fiducia. Nominare l’episodio ti aiuta a dargli un contesto e a capirne il peso

Allenati a essere più assertiva

Imparare a esprimerti con assertività è essenziale se vuoi ottenere quello che meriti o reagire con fermezza a qualcosa che non ti sta bene.

Ma attenzione: assertività non è solo "come dire le cose".

Essere assertiva significa prima di tutto riconoscere che le tue opinioni, i tuoi bisogni e le tue aspirazioni contano quanto quelli degli altri.
E quindi imparare a esprimere punti di vista e difendere i tuoi confini con chiarezza, senza bisogno di attaccare o prevaricare, e nemmeno rassegnarti o subire.

COSA PUOI FARE TU
Nota quando usi un linguaggio sminuente ("forse potremmo…", "scusa se…", "magari è una stupidaggine, ma...") e sostituiscilo con frasi più dirette
→ Chiediti ogni giorno: "Cosa voglio davvero in questa situazione? Lo sto esprimendo chiaramente?"
→ Prepara qualche risposta-tipo a freddo, per non dover improvvisare nei momenti scomodi

Esprimi obiettivi e risultati

Molte donne evitano di parlare apertamente delle proprie ambizioni. Per paura di sembrare troppo aggressive, troppo ambiziose, troppo tutto.

Ma se non dici chiaramente quali sono i tuoi obiettivi professionali, è difficile che qualcuno te li riconosca o ti apra una porta.

Lo stesso vale per i risultati: valorizzare ciò che fai, come fai crescere le persone intorno a te, come contribuisci ai progetti, è fondamentale (e non ti rende una "venditrice").

COSA PUOI FARE TU
→ Prepara una frase semplice ma potente per raccontare il tuo obiettivo professionale attuale
→ Tieni traccia dei tuoi risultati e dei feedback positivi che ricevi, così da averli pronti quando servono
→ Abituati a condividere i tuoi risultati in modo naturale: nei check-in col tuo capo, nei momenti di bilancio, nelle retrospettive

Porta consapevolezza, anche nel piccolo

Molte persone sono influenzate da stereotipi e bias senza nemmeno rendersene conto. E così si moltiplicano quelle situazioni che ti mettono a disagio, ma a cui magari non reagisci perché ti dici "non lo fa con cattiveria" o "tanto è così, che ci vuoi fare".

Eppure, far capire all'altro ciò che non funziona - anche in modo semplice, anche senza aprire un conflitto - può fare la differenza per chi ti osserva. E attivare una maggiore attenzione persino in chi, oggi, si muove con la consapevolezza di un elefante in una cristalleria.

COSA PUOI FARE TU
Se in riunione esce un commento fuori luogo, taglia corto con una frase tipo “Torniamo a parlare dei contenuti?”
Se una collega subisce interruzioni continue, intervieni con un “Aspetta, fammi finire di ascoltare lei”
Sfrutta (anche) l'ironia per sensibilizzare senza entrare in conflitto: “Curioso, non lo diresti mai a un uomo!”

Scegli le tue battaglie (e come combatterle)

Ci sono occasioni in cui la mancanza di parità di genere nel tuo luogo di lavoro non si manifesta in modo sottile. Anzi, è talmente evidente da farti chiedere: "perché nessuno dice nulla?".

Come nel caso delle domande che un uomo non riceve mai durante i colloqui di selezione.
O quando scopri che, a parità di ruolo e di risultati, un tuo collega guadagna più di te.
Oppure che non sei stata nemmeno considerata nella rosa delle persone da promuovere quest'anno.

In quei casi, può scattare l’auto giudizio: “Avrei dovuto dire qualcosa”, “Non dovevo accettarlo”.

Ma non sempre puoi (o riesci a) reagire sul momento. L'importante è riconoscere il problema e decidere con lucidità il da farsi.

Cosa puoi fare nel concreto
→ Parlane con una persona di fiducia
, per avere uno specchio e uno spazio sicuro in cui rielaborare l'accaduto
→ Rifletti sulle tue opzioni: segnalarlo in modo anonimo? Parlarne con il diretto interessato? Scriverlo? Chiedere un confronto con le Risorse Umane?
→ Valuta i rischi che corri nel portare alla luce l'episodio, e quelli che corri nel non farlo

Ricorda: non sei obbligata ad andare in battaglia ogni volta, ma è importante che tu senta di poterlo fare quando ne vale la pena - e abbia gli strumenti per farlo senza paura.


Il primo passo per cambiare le cose

Anche se certe dinamiche sono diffuse, non vuol dire che vadano accettate.

Parità di genere nel lavoro non significa solo ottenere le stesse possibilità. Significa avere - e sentire di avere - lo stesso diritto di esprimerti, ambire, scegliere. Anche in un contesto che non ti agevola.

E allora da dove partire? Da te: dal modo in cui ti racconti, ti posizioni, ti muovi nel quotidiano.

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